Dagger Moth suona la sua seta: Silk around the marrow di Dagger Moth (Sara Ardizzoni) Audioglobe, 2016 su #neuguitars #blog

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Dagger Moth suona la sua seta: Silk around the marrow di Dagger Moth (Sara Ardizzoni) Audioglobe, 2016

https://daggermothmusic.bandcamp.com/

http://saraardizzoni.wixsite.com/dagger-moth

L’ascolto di un disco è cosa meno banale di quella che potrebbe semplicemente sembrare. Non uso spotify, non ascolto mp3 sullo smartphone. Voglio il disco, cd o lp, meglio il cd. E lo ascolto su un impianto decente. Di solito alla fine di una giornata di lavoro. E lo ascolto finché non sono sazio. Perché questo è il piacere dell’ascolto, non la musica usata come background, come una colonna sonora per distrarsi dalla quotidianità che ti passa dalle finestre di un tram, ma l’ascolto intenso e intenzionale. Questo disco non fa eccezione.

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Dagger Moth è il progetto solitario di Sara Ardizzoni: chitarra elettrica, voce ed elettronica, loop, noise e melodie che giocano a bilanciarsi tra loro elegantemente tenendo in sospensione fra caos e struttura.

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Dagger Moth, la falena americana, la farfalla notturna, che sa ammaliare e avvolgere con un suono intrigante che si basa proprio su un sapiente equilibrio di stili diversi: di post-rock, di trip-hop, di chitarre distorte, di un suono cupo e immersivo, di melodie cantilenanti loopate con millimetrica precisione, di una voce che canta in modo confidenziale e sussurrato, confondendo le parole.

Sara Ardizzoni è brava e furba. Quello che sembra un suono e una costruzione semplice e spontanea, nasconde invece un lavoro di certosina ricerca e chirurgica precisione. Sara non lascia nulla al caso. Tutto il disco è un gioco di incastri e di specchi che, riflettendosi, generano uno spazio sonoro più ampio di quello che realmente è. Un suono che ammalia dolcemente, accarezza e coccola e che poi lascia il segno sotto alla pelle. “Silk around the marrow” è un perfetto esercizio di stile e di estetica. La chitarra qui viene usata in modo non convenzionale, privilegiando un blues materico dove la lezione di Marc Ribot viene accuratamente assimilata e riproposta in maniera personale e non imitativa. Le falene sono insetti mimetici, sfruttano l’oscurità e le ombre per sfuggire ai predatori. Dagger Moth ha imparato questa lezione molto bene.

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