Orientalismo e Musica Contemporanea, Bill Aves e John Schneider, Guitars e Gamelan on #neuguitars #blog

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1889. Esposizione Universale di Parigi. All’ombra della Torre Eiffel, costruita per l’occasione, Ravel, Debussy e altri musicisti si lasciano conquistare da da musiche popolari europee, asiatiche, africane e oceaniche. Un evento storico fu l’esibizione delle danzatrici giavanesi, che si esibirono sulla spianata del Trocadéro e nel padiglione dell’Olanda, al suono di un’orchestra gamelan. I musicisti restarono profondamente colpiti dall’orchestra giavanese e soprattutto dalla sua armonia. La musica non occidentale era stata sempre considerata incapace di organizzarsi e di svilupparsi in un sistema armonico, la scoperta, quindi, di un’orchestra “primitiva” si fosse potuta “evolvere” a tali livelli, senza contatti con l’Occidente, venne recepita come un evento sensazionale. Debussy, all’epoca venticinquenne, e Ravel, quattordicenne appena entrato nel Conservatorio di Parigi, rimasero profondamente colpiti dalla timbrica e dalla strumentazione del gamelan.1

1Francesco Adinolfi, Mondo Exotica, Einaudi, 2000, pag. 122-123

1977. Edward D. Said scrive nel suo monumentale saggio “Orientalismo” come, per l’Europa:”si trattava di un Oriente muto, utilizzabile dall’Europa per la realizzazione di progetti che coinvolgevano, senza mai renderle partecipi, le popolazioni indigene, incapace di opporre resistenza ai piani, ai significati e persino alle mere descrizioni che a esso venivano sovrapposte.”1 L’Oriente viene considerato non come una entità culturale, sociale da esplorare e comprendere, ma come qualcosa da ri-raccontare, un territorio culturale da ri-mappare secondo una visione Occidentale che affondava più nel regno delle idee e dei miti che non nelle esperienze pratiche.

1Edward D. Said, “Orientalismo L’immagine europea dell’oriente”, Feltrinelli, 2015, pag. 99

2015. Il compositore californiano Bill Aves registra il suo disco “Guitars & Gamelan”, sancendo di fatto una fusione musicale, culturale e sociale, questa volta su basi egualitarie. Aves unisce tra loro Oriente e Occidente in una maniera del tutto rispettosa, contemporanea, libera da ogni forma di sudditanza culturale. Bill Alves è un compositore, scrittore e video artist residente nel sud della California, da tempo impegnato nello studio dei punti di confine tra culture musicali e tecnologia. Ha scritto molto per strumenti acustici convenzionali, strumenti non occidentali (soprattutto gamelan indonesiano) e media elettronici, spesso integrati con animazioni astratte. La sua discografia include “The Terrain of Possabilities”, “Imbal-Imbalan”, “Mystic Canyon” e Guitars and Gamelan. Il suo lavoro con il pioniere dell’animazione al computer John Whitney ha ispirato animazioni al computer astratte con la musica, ora pubblicate dalla Kinetica Video Library come Celestial Dance. È coautore con Brett Campbell della nuova biografia Lou Harrison: American Musical Maverick. È anche autore del libro Music of the Peoples of the World, giunto alla terza edizione da Cengage / Schirmer. Altri scritti sono apparsi su Organized Sound, Perspectives of New Music, Computer Music Journal, SEAMUS Journal, 1/1 e altrove. Nel 1993-94 è stato premiato con un Fulbright Senior Scholar Fellow in Indonesia, dove ha studiato la musica dell’orchestra gamelan di Java e Bali. Attualmente dirige l’HMC American Gamelan, un ensemble di strumenti giavanesi appositamente dedicati all’esecuzione di nuova musica non tradizionale. Esplora spesso nuove accordature musicali nelle sue opere ed è uno degli organizzatori del MicroFest, il festival annuale della California meridionale di nuova musica in accordature alternative. Insegna all’Harvey Mudd College dei Claremont Colleges nel sud della California.

In “Guitars & Gamelan” chitarre elettriche e acustiche si uniscono ai gong, alle percussioni e ai ritmi esplosivi delle orchestre gamelan indonesiane. Qui troviamo nuove composizioni come “Angin Listrik”, che evoca una tempesta elettrica, la razionale “Rational Basis” e “Metalloid”, ispirata, tra tutte, alla tavola periodica degli elementi. Il pezzo forte è la world premiere del “Concerto for Guitar and Gamelan” con la presenza del vincitore del Grammy John Schneider. Assieme a lui, i chitarristi Sean Hayward e Nat Condit-Schultz, il potente ottetto Los Angeles Electric 8, due musicisti gamelan della California e un ensemble di musica elettronica creano una combinazione infiammabile di suoni acustici ed elettrici, musica orientale e occidentale. Vediamo un po’ più nel dettaglio queste composizioni.

“Angin Listrik”, in lingua indonesiana, significa “tempesta elettrica”. Questa composizione è stata commissionata dall’Università della California di Santa Cruz per il Semar Pegulingan, un vecchio tipo di gamelan dell’isola di Bali. Questo tipo di gamelan prende il nome dal dio dell’amore per via della sua funzione di accompagnare le serate romantiche nelle antiche corti balinesi. A differenza delle forme più moderne di gamelan balinese, questo strumento presenta sette toni, costringendo le chitarre ad essere accordate in modo diverso.

“Rational Basis” è interamente basato sull’accordatura Just Intonation, un’accordatura non utilizzabile con i tasti standard della chitarra (tranne che per le ottave). Pertanto, in questo brano, i musicisti suonano senza toccare la tastiera, generando ottave e armonici naturali. Ogni corda è stata accordata in modo da produrre le melodie e gli schemi che ascoltiamo. Unica eccezione è la chitarra slide, che può suonare tutte queste altezze scivolando sui tasti standard. L’influenza del gamelan si manifesta non solo nelle tecniche di incastro, ma anche nelle scale utilizzate, che spesso assomigliano alla scala indonesiana conosciuta come slendro. Questo pezzo è stato ispirato e composto per il fantastico Los Angeles Electric 8.

Concerto for Guitar and Gamelan (2004). Questo concerto, scritto per John Schneider, sfrutta la chitarra di Schneider costruita da Walter Vogt. Questo strumento è caratterizzata da un’invenzione che Vogt sistema Fret-Mobile, che consente di regolare individualmente i tasti sotto ogni corda per mezzo di una traccia lungo la quale scorrono. Questo sistema è indispensabile per abbinare la chitarra alle altezze dell’HMC American Gamelan, una raccolta di metallofoni e gong dal centro di Java, Indonesia, simili in qualche modo a quelli del Semar Pegulingan sulla traccia 1. Questo concerto è un perfetto esempio di come si possano suonare nuove opere che rispettano la saggezza accumulata che si trova in molte tecniche della pratica indonesiana, ma discendono anche dalle tradizioni dell’Occidente, del Nord America e della California.

Metalloid è stato scritto per l’Harvey Mudd College Electronic Music Ensemble per il loro concerto di debutto. I sintetizzatori vengono accordati su una scala basata sulla 3a e 7a armonica, così come le corde aperte delle chitarre elettriche e del basso. L’accordatura è: 1/1 49/48 9/8 7/6 9/7 21/16 49/36 3/2 49/32 12/7 7/4 27/14.

“Guitars & Gamelan” è un disco interessante e importante perché testimonia la possibilità e la necessità di creare una musica in grado di fornire un terreno comune tra culture diverse. Allo stesso tempo, sul terreno dell’estetica musicale, segna un netto superamento delle posizioni espresse da Edward D. Said. Non è una cosa da poco.

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