Volume versus Masses, Masayuki Takayanagi plays “Axis/Another Revolvable Thing” (2LP Bundle/ 2CD), Blank Forms, 2020 su #neuguitars #blog

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Finalmente! Finalmente un altro tassello del mosaico, un altro tassello di storia che trova il suo posto. Fin dalla sua apparizione sulla scena jazz giapponese nei primi anni ’50, fino alla sua scomparsa nel 1991, Masayuki Takayanagi è stato uno dei grandi visionari della chitarra giapponese, facendosi le ossa con Lennie Tristano, prima di voltare le spalle alle forme tradizionali del jazz durante la fine degli anni ’60, rivolgendosi verso un territorio vergine in cui, più o meno parallelamente, si muovevano anche Sonny Sharrock, Keith Rowe e Derek Bailey. E’ stato uno dei primi musicisti sulla scena internazionale a utilizzare la tabletop guitar per la pura improvvisazione noise. E’ stato Takayanagi, probabilmente più di ogni altro, a porre le basi per il suono e l’approccio distintivi che sarebbero poi stati portati avanti da musicisti come Keiji Haino e Otomo Yoshihide, suo allievo, immaginando un mondo di freemusic come è successo solo in Giappone.

L’oggetto del desiderio di oggi è questo doppio CD con la registrazione completa del concerto tenuto il 5 settembre 1975, presso la Yasuda Seimei Hall nel quartiere Shinjuku di Tokyo. Masayuki Takayanagi suona con la stessa formazione, le sue New Direction Units, che ha registrato allo Yamaha Studio di Shibuya “April is the Cruellest Month”, ovvero Kengi Mori alle ance, Nobuyoshi Ino al contrabasso e violoncello e Hiroshi Yamazaki alle percussioni. Quella sera il gruppo eseguì sei brani al concerto, Fragment I – VI. I frammenti II, III e VI vennero incisi su Axis: Another Revolhable Thing. I frammenti I, IV e V furono prodotti su Axis: Another Revolhable Thing Part. 2, entrambi nel 1975 per l’etichetta giapponese indipendente Offbeat Records. Abbiamo dovuto aspettare 45 anni, 45 anni che Blank Forms Editions facesse una ristampa come doppio cd. Era tempo! Ora il concerto è completo. Le due parti si sono unite.

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Il critico giapponese di free jazz Teruto Soejima1, promotore di molti eventi e concerti leggendari, operatore dell’etichetta Mobys Record e profondamente coinvolto nell’introduzione del free jazz giapponese in Europa, soprattutto grazie al suo incarico al Moers Jazz Festival, scrive nel booklet che accompagna il cd: “together these two parts are a complete print of the cosmos and just as we can have come to see the dark side of the moon”. Ora possiamo goderci l’intera performance del gruppo. Il titolo del concerto era stato scelto dallo stesso Takayanagi: Another Revolable Thing. Il titolo dà un forte senso della filosofia di Takayanagi: un modo di suonare rivoluzionario, basato su una sua ideologia personale, anni luce distante dal mondo del jazz convenzionale. Una sorta di manifesto personale. Forse l’ultima di una lunga serie di lettere di divorzio dal mondo del jazz giapponese, un mondo così assorbito dalla sua imitazione del mondo del jazz americano da aver dimenticato la propria identità culturale.

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Ancora più importante però per me è il titolo del doppio cd, creato dallo stesso Takayanagi: Axis. Axis è più di un titolo, è un perfetto esempio di come Takayanagi ricorre alla teoria quando parla di se stesso e della sua musica. Allo stesso tempo è simultaneamente un’espressione della sua filosofia e della risoluzione che ha portato alla sua performance. Nella sua musica si possono sentire strutture astratte, fredde e asciutte combinate con un esotismo che rasenta il sensuale. Il contrasto esiste perché queste qualità sono legate lungo un asse che ha l’immagine vivida del “fresh blood”, dell’energia primordiale da un lato e la coscienza metodologica della “massa fisica” dall’altro.

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I musicisti si ascoltano attentamente l’un con l’altro, la loro precisa concentrazione crea grappoli e trame di suoni. Le strutture della musica nascono da questa perfetta interazione. Il tempo si allunga verso l’infinito. Man mano che quelle strutture diventano generalmente più dense, sorge il senso del tempo. Il tempo è già in rapido movimento. Accelerazione. Velocità. La velocità a sua volta crea lo spazio. Le menti dei quattro musicisti si muovono ad alta velocità. La chitarra di Takayanagi spinge la performance in avanti con un’accelerazione sempre maggiore. L’attualizzazione della teoria di questa accelerazione è la “proiezione di massa”.

Nel booklet del cd si legge di questa espressione di Takayanagi: “For me, playing free jazz is an inevitability, and it’s also theory.” Soejima paragona la loro musica a un anello di Moebius, dove lo spazio viene riavvolto, scorrendo prima lungo un lato, poi sull’altro. La nostra consapevolezza sale e scende in un ambiente sconosciuto. Takayanagi teorizza le sue intenzioni e dei loro percorsi verso il futuro, permettendogli di creare un suo sistema teorico unico e altamente sviluppato. Ciò si manifesta attraverso la metodologia che ha sviluppato, orientata attorno ai due poli gemelli della “produzione di massa” e della “proiezione graduale”. Muovendosi all’interno delle sue teorie e di atti di performance irripetibili, per potenza e concentrazione, Takayanagi si spinse ancora più in profondità verso qualcosa di essenziale. Qualcosa che è chiaramente intuibile in questo doppio cd.

Grazie a Blank Forms.

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