Abbiamo tutti bisogno di un guaritore, “A Healing Fire” di Smaro Gregoriadou su #neuguitars #blog

https://www.smarogregoriadou.com/

https://delosmusic.com/recording/a-healing-fire/

https://www.naxos.com/catalogue/item.asp?item_code=DE3582

“The earliest experience of art must have been that it was incantatory, magical; art was and instrument of ritual.The earliets theory of art,that of the Greek philosophers, proposed that art was mimesis, imitation of reality.”*

Ho incontrato la musica di Smaro Gregoriadou qualche anno fa, nel dicembre del 2016. Ero rimasto colpito da un paio di suoi dischi “Reinventing Guitar II” (2012) e “El Aleph” (2016), in entrambi si notava una forte tensione verso l’innovazione, verso forme diverse da quelle già note e stabilizzate in ambito classico.

“It is at this point that the peculiar question of the value art arose. For the mimetic theory, by its very terms, challenges art to justify itself.”*

Lo stile e la visione mostrato da Smaro Gregoriadou era, ed è tuttora, molto diverso dalla “mimesis” di Platone, con una attenzione portata non solo al contenuto della musica da lei interpretato, ma soprattutto alla forma.

“It is the defence of art which givesbirth to the odd vision by which something we have learned to call ‘content’, and to the well-intentioned move which makes content essential and form accessory.”*

Una attenzione che sembra essere ancora nelle corde della chitarra classica di questa eccellente interprete che è tornata all’attenzione del blog Neuguitars in questo triste 2020 con questo suo eccellente cd “A Healing Fire”.

Non poteva esserci un titolo più giusto per i difficili momenti che stiamo vivendo, abbiamo tutti bisogno di un guaritore. La musica da sempre ha evocato questo potere taumaturgico, curativo e sciamanico. Le musiche che troviamo in questo cd (BACH, J.S. / BRITTEN, B. / GUBAIDULINA, S. / HÉTU, J.) sembrano tutte andare in una direzione diverse da quelle di un “normale” recital di chitarra classica: qui non si applaude in modo manifesto alle doti virtuosistiche dell’interprete, qui non entriamo nel merito del contenuto delle musiche proposte (contenuto già più che evidente), qui riflettiamo su un nuovo percorso stilistico espresso da una combinazione di musiche che esprime un desiderio, una volontà, una speranza di guarigione.

Il Covid-19 non ci ha solo colpiti fisicamente e economicamente. Quando, finalmente, ci saremo lasciati alle spalle questo brutto capitolo della nostra storia alle nostre spalle avremo davanti un doloroso percorso di cure per la nostra memoria, per la nostra psiche e per la nostra anima. Questo disco, con il suo titolo così diretto e con le sue musiche così ispirate, ci mette direttamente di fronte a quello che noi stesso siamo adesso. Ciascuno di noi. Ho citato alcuni passaggi del brillante saggio di Susan Sontag, “Against Interpretation “ del 1964, perché credo che continuare a interrogarsi in questo momento sul contenuto dell’arte espressa dalla Gregoriadou sia un atto manicheo. Qui non ci interroghiamo sull’idea platonica dell’utilità dell’arte e neanche sul suo essere necessario, come alcune scelte politiche prese a livello nazionale sembrano suggerire.

Credo che Smaro Gregoriadou abbia voluto implicitamente andare oltre con questo recital, dove, infatti non deve stupire la presenza di J.S. Bach a fianco di autori più contemporanei. Solo una persona superficiale potrebbe obiettare qualcosa su questa scelta, che trovo assolutamente coerente e naturale: Bach è probabilmente l’autore più contemporaneo su cui possiamo fare affidamento. Le sue musiche sono senza tempo perché da secoli continuano a ispirare e a spingere ad innovare generazioni di compositori e interpreti, nonché ad esprimere proprio quel desiderio di salute fisica, mentale e spirituale che traspare dalle musiche di questo eccellente cd.

Alla fine aveva ragione Albert Ayler: “Music is the healing force of the Universe”!

* Susan Sontag, Against Interpretation and Other Essays, Penguin Classics (2 luglio 2009)