Necessità, tecniche, improvvisazione, chitarre, tutto nella musica di Andrea Massaria su #neuguitars #blog

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NEW NEEDS NEED NEW TECHNIQUES | Andrea Massaria | andrea massaria (bandcamp.com)

CD LR 896 – Leo Records Music

In quanti modi può essere ascoltato e “letto” un disco? Quante possibili chiavi di lettura possono essere rintracciate nelle sue tracce? In che modo quello che viene ascoltato viene percepito e rielaborato? Quanto l’opera si può separare dalle intenzioni del suo autore?

Tutte queste domande girano nella mia mente mentre sto ascoltando e scrivendo dell’ultima fatica, lungamente attesa, del chitarrista sperimentale italiano Andrea Massaria: un album ‘in solo’ dal titolo molto interessante “New Needs Need New Techniques”. Ho letto alcune recensioni che già in partenza si concentrano sul titolo. Hanno ragione, è davvero molto intrigante e fornisce già alcune possibili interpretazioni.

Credo che gran parte della sua capacità attrattiva si giochi sul gioco tra ‘needs’ (necessità) e ‘techniques’ (tecniche), due termini che lasciano un vasto campo di interpretazioni e su cui si può lavorare a piacere. Allo stesso tempo il titolo è molto eloquente in quanto esprime una verità strettamente contingente: i tempi che stiamo vivendo esprimono nuove necessità e nuove tecniche di soluzione/soddisfazione, a qualunque livello: sociale, economico, medico, ambientale, politico, artistico. Senza bisogno di citare il Covid-19 e le teorie marxiste sulla cultura secondo le quali dalle strutture societarie ed economiche si ricava una sovrastruttura capace di influenzare la struttura stessa, credo siano ormai evidenti alcuni aspetti di base della nostra società. Noi non siamo più in grado, neanche tramite opere di fantascienza, di descrivere né le logiche del tardo capitalismo, come la crescita di un mercato globalizzato che non è più in grado di gestire le proprie incoerenze, né l’attuale cultura post-moderna, irregolare, frammentata e ambigua. Qual’è la necessità ordinaria di questo tipo di società? Uno smodato desiderio di consumo, spesso fine a se stesso, verso cui la stessa innovazione è finalizzata.

Ora la musica di Andrea Massaria ci mostra invece la necessità di adottare nuovi bisogni e nuove tecniche per realizzarli. Non credo sia casuale: la musica ha sempre dimostrato una notevole capacità di anticipare il futuro e di commentare il presente. Un certo tipo di musica, almeno. Perché sono diversi anni che le chitarre sono scomparse dalla musica mainstream e pop, autorelegandosi in altri comparti, più sperimentali, più underground, e in questi contesti le loro necessità sono cambiate. Credo che l’album in solo di Massaria esprima a pieno queste nuove necessità e nuove tecniche: da un lato quindi le necessità musicali, dall’altro quelle della società. Il tutto filtrato e mediato dalla particolare sensibilità di Massaria e dalla sua cultura. “New Needs Need New Techniques” è, infatti, un disco particolarmente complesso, la cui musica si può leggere a più livelli. Cominciamo dal suono della chitarra di Massaria, un suono particolare, fortemente filtrato da effetti e pedali, che ha però due caratteristiche importanti: primo, è un suono che appartiene solo ad Andrea; secondo, è un suono che non copre le particolari caratteristiche free e be-bop del suo fraseggio. “New Needs Need New Techniques” è, poi, un disco in solo, una caratteristica importante per chi appartiene alla libera improvvisazione, dove la natura solistica è sempre stata vissuta in modo identitario da tutti i suoi accoliti.

Massaria mancava a questa prova importante, finora l’avevo sempre ascoltato suonando assieme ad altri, in duo, in trio, in gruppo. Mi ero quasi fatta l’idea di un gregario dell’improvvisazione, forse collegandola alla sua figura di insegnante. Sbagliavo. Andrea ha preferito attendere il momento giusto per poter meglio esprimere necessità e tecniche. L’ha fatto cercando nuova ispirazione nell’analisi dell’arte di tre grandi pittori, di tre grandi rivoluzionari: Mark Rothko, Jackson Pollock e Robert Rauschenberg. La cosa non è insolita: la storia dell’arte è piena di esempi proficui di collaborazione tra musica e pittura e lo stesso Massaria non è la prima volta che ricorre a queste forme: già nel precedente disco “The Spring of My Life”, realizzato nel 2016 con la violoncellista Clementine Gasser, la musica trovava ispirazione negli aiku del maestro giapponese Kobayashi Issa.

Qui ho però la sensazione di trovarmi di fronte a un album caratterizzato da un più alto tasso di informazione. In “New Needs Need New Techniques” Massaria ha concentrato necessità e tecniche, dimostrando efficacemente come siano entrambe l’espressione di due lati della stessa moneta. Non possono esistere da sole senza reciproci collegamenti, e il loro bilanciamento è il risultato finale, qualcosa di necessariamente effimero e instabile, che esiste solo nello spazio di queste registrazioni e che già domani vedrà l’emergere di nuove forme, di nuove soluzioni.

“New Needs Need New Techniques” è un disco necessariamente ‘in solo’: qui l’individuo, l’artista, è diviso dalla totalità e in questo scarto i dettagli delle mappe culturali appaiono molto più sfumati e incerti. E’ un disco che definisce una identità, ad alta densità informativa. Complimenti alla Leo Records per aver prodotto questa gemma.