Dentro la complessità musicale, la sfida concettuale di Tsunehito Tsuchihashi e Gaku Yamada. Su #neuguitars #blog #TsunehitoTsuchihashi #GakuYamada

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山田岳 Gaku Yamada | ギタリスト山田岳 ウェブサイト

ALM RECORDS / Kojima Recordings, Inc. (kojimarokuon.com)

ALM RECORDSTsunehito Tsuchihashi + Gaku YamadaARCS(kojimarokuon.com)

作曲家データベース 福井とも子 (composerworklist.wixsite.com)

Toru Nakatani | en

Di recente ho avuto il grandissimo piacere di ricevere dal chitarrista giapponese Gaku Yamada praticamente tutta la sua produzione musicale in cd. Yamada è uno dei più interessanti chitarristi emersi negli ultimi anni, nonché un fervente devoto alla causa della musica contemporanea. Negli ultimi anni si è inoltre dedicato alla performance art, andando oltre alla semplice attività strumentale, collaborando con ballerini e altri artisti su opere teatrali e sperimentando nuovi approcci all’espressione artistica. Ero rimasto profondamente colpito dalla sua abilità tecnica e dalla sua coerenza stilistica con l’acquisto e l’ascolto del suo splendido cd “Ostinati” (2017), uscito per la ALM Records, dove eseguiva brani di James Tenney, Akiko Yamane, Haruyuki Suzuki, Vinko Globokar, Osamu Kawakami, Kazumoto Yamamoto, Yori-Aki Matsudaira, Aldo Clementi e Alvin Lucier. Alternandosi alla chitarra classica, elettrica, basso elettrico e liuto. Oggi vorrei concentrare la mia attenzione su due cd, per duo di chitarra, che vedono Yamada suonare con un altro ottimo interprete giapponese: Tsunehito Tsuchihashi. Dopo essersi diplomato alla Hanns Eisler School of Music di Berlino, Tsunehito Tsuchihashi è stato invitato al festival musicale di Lilienfeld in Austria. È apparso anche con Christine Ivanovic in una performance, tenutasi al Tokyo Goethe Institute, di “Izanagi und Izanami” di Erich Fried. Ha vinto il primo premio nella sezione ensemble del Pan Pacific Contemporary Music Competition. Ha vinto il premio per la musica contemporanea al Forum Gitarre Wien International Competition ed è stato finalista e vincitore del premio speciale della giuria al Kyogaku XIII concorso di musica contemporanea. Ha studiato chitarra con Takayuki Matsui, Norio Sato e Daniel Göritz. Tsunehito Tsuchihashi e Gaku Yamada hanno iniziato la loro collaborazione a Berlino fin dal 2010, incanalando la loro creatività nell’attraversare, attraverso la chitarra, un vasto mondo musicale che va oltre i limiti del tempo, dal rinascimento all’avanguardia, alla musica sperimentale e alla performance sul palco. Avendo guadagnato la fiducia dei compositori contemporanei, hanno presentato in anteprima numerose nuove opere.

Come il primo cd “Archipel du sommeil dans le joir VIII” uscito nel 2020 dove interpretano due brani del compositore Masamichi Kinoshita: lo stesso “Archipel du sommeil dans le joir VIII”, brano lungo oltre 34 minuti, dalla notevole complessità e che da il titolo al cd, e “Salut fur Helmut” che rimanda direttamente alle tematiche di Helmut Lachenmann. Registrato nel 2017, l’album ha dovuto aspettare il 2020 per essere prodotto dalla semi sconosciuta casa discografica indipendente Blutree. Il compositore Masamichi Kinoshita è nato nella prefettura di Fukui nel 1969. È noto da tempo per le sue diverse e affascinanti attività musicali: oltre a comporre molti brani ogni anno, con una particolare attenzione alla musica da camera e alle improvvisazioni realizzate utilizzando spazzatura elettronica.

Nel 2021 esce un nuovo album, “ARCS”, per la etichetta giapponese ALM Records, che aveva già pubblicato altri lavori di Yamada. “ARCS” è un lavoro più articolato del precedente, basato sulle musiche di Helmut Lachenmann, Brian Ferneyhough, Alvin Lucier, accanto a quelle di compositori giapponesi, da noi poco conosciuti come Tomoko Fukui e Toru Nakatani.

Tomoko Fukui è nata a Kyoto. Ha vinto il “Premio borsa di studio” dell’International Summer Course of NewMusic a Darmstadt, “Akiyoshidai International Composition Prize”, il terzo premio del Japan Music Competition e alcuni altri premi in Giappone. Selezionata per ISCM World Music Days-Hong Kong2002, ISCM World Music Days-Zagabria 2004. Invitata da “La Biennale di Venezia(2002)”,Daegu(Korea) music festival (2004), Takefu music festival(2005), International Summer Course of New Music a Darmstadt(2006),Seoul Pan Music Festival(2006). . Organizzatore dell’Ensemble “nextmushroompromotion” che suona principalmente musica contemporanea. Questo Ensemble ha ricevuto il premio Saji-Keizo (fondazione Suntory Music) 2005. Questo premio viene assegnato all’Ensemble che ha tenuto il concerto più interessante e stimolante dell’anno. Istruttore dell’Osaka College of Music e Kanseigakuin Univ. Vive a Tokio.

Toru Nakatani ha costruito una chitarra microtonale con tasti mobili nel 1996. Due anni dopo ha iniziato a suonare con gruppi rock, orchestra jazz e gruppi di improvvisazione. Si recò nel nord e nel sud dell’India e nello Sri Lanka nel 2000 e durante il suo soggiorno a Nuova Delhi studiò il dilruba, uno strumento classico indiano ad arco. Dal 2001 si esibisce da solista. Le sue opere hanno ricevuto il terzo premio del Toru Takemitsu Composition Award (2008), una menzione d’onore all’Irino Prize (2009), una menzione d’onore all’International Gaudeamus Music Week (2009) e il secondo premio del BMW musica viva Composition Prize (2010).

Tsunehito Tsuchihashi e Gaku Yamada sono due interpreti di altissimo livello, sia per le loro capacità tecniche, che per le loro scelte artistiche. Credo che il filo che lega le musiche da loro interpretate sia la “complessità”. Il termine “complessità” come descrizione, come caratterizzazione non solo di uno stile musicale, ma anche in termini più generali è stato nel tempo cosi tanto contaminato da stereotipi e disinformazione che è quasi impossibile da esplorare in un campo emotivamente neutrale. La complessità non dovrebbe essere ridotta, tuttavia, alla “difficoltà” o alla “complicazione”. Il gioco della dama può essere difficile o complicato da giocare, ma gli scacchi e il Go sono giochi complessi. Le musiche eseguite da Tsunehito Tsuchihashi e Gaku Yamada sono, senza dubbio, difficili da suonare. Tuttavia, la complessità in questo contesto, così come negli scacchi e nel Go, si riferisce alla costruzione dei brani attraverso molteplici strati di informazioni, a volte contrastanti, alla loro polivalenza e al caos strutturato in essi presente. Questa non è semplicemente una questione di densità di informazioni, sebbene ciò sia anche una caratteristica della sua musica, ma delle molteplici linee di forza che devono essere negoziate ed equilibrate in un dato momento. Nel suo ottimo libro “Music after the Fall” il musicologo Tim Rutherford-Johnson fa giustamente notare come anche la musica di Paganini sia difficile da eseguire perché aggiunge una densa figurazione e molti ornamenti a una singola traiettoria musicale (una melodia o una progressione armonica), usando molte note per battuta. Queste musiche, invece, sono complesse perché descrivono e utilizzano più framework tra loro intersecanti e in conflitto contemporaneamente, nel medesimo tempo e ambiente. Credo sia una questione di forma, capace di contenere una certa densità di informazioni, che suggerisce un ulteriore arco temporale ideale in cui può presentarsi ed essere compreso da un ascoltatore, creando situazioni in cui il materiale è costretto a superare i suoi limiti impliciti. In una canzone, per esempio, riconosciamo un ritornello per la prima volta da come si collega al verso che abbiamo appena ascoltato e per la seconda volta dal fatto che viene ripetuto. Entrambi i pensieri dipendono dalla capacità della nostra memoria di tenere a mente pezzi di musica e fare rapidi confronti tra di loro. Le musiche eseguite da Tsunehito Tsuchihashi e Gaku Yamada interrompono questi percorsi di memoria, sovraccaricandoli, contrastandoli o reindirizzandoli. Processi come quelli sopra descritti, così come l’uso di ritmi non metrici e di relazioni fugaci, sono progettati per violare e disturbare schemi e aspettative convenzionali e quindi inevitabilmente attraggono molta resistenza da parte del pubblico e della critica. La parola stessa “Complessità” sembra essere diventata un termine dispregiativo. Tuttavia, queste musiche non si limitano ai soli regni della filosofia astratta o dello sviluppo di nuovi prototipi. Tim Rutherford-Johnson, nel suo libro “Music After The Fall” fa notare come la rappresentazione del reale avvenga sì in uno spazio esclusivamente musicale, ma sia formalmente simile ai modelli finanziari moderni, ai sistemi di pagamento dei trasporti pubblici e alle strutture di archiviazione dei media, in cui le transazioni quotidiane non si svolgono più tra le persone e oggetti ma in uno spazio remoto e impalpabile, fatto di database digitali e cloud computing. Questa loro empatia con i tempi che viviamo (anche se non coincide necessariamente con i desideri immediati del pubblico) contribuisce a rendere queste musiche innovative un potente fattore di attrazione. Tsunehito Tsuchihashi e Gaku Yamada sono esempi di una “tradizione della difficoltà”, artisti che tendono a un mondo non immediatamente accessibile alla maggioranza dei loro colleghi.

Working…
Done! Thank you!