Il paesaggio immaginario e la musica di ricerca di Luigi Sini e Andrea Biagini, “Imaginary Landscape”, EMA Vinci Records, 2022 su #neuguitars #blog #LuigiSini

Il paesaggio immaginario e la musica di ricerca di Luigi Sini e Andrea Biagini, “Imaginary Landscape”, EMA Vinci Records, 2022 

IMAGINARY LANDSCAPE – Andrea Biagini, Luigi Sini – EMA Vinci contemporanea

Classical & electric guitar – Luigi Sini

Avrei una proposta, per iniziare questa recensione. Proporrei di sostituire il termine musica contemporanea con il, per me, più adatto, quasi sinonimo di musica di ricerca, per indicare una musica creata da due specialisti, un compositore e un interprete, non ad uso e consumo di un largo mercato, ma a favore di un lavoro di ricerca e di esplorazione di nuovi ambiti musicali. Musica di ricerca, appunto, una musica dedicata alla realizzazione di nuovi prototipi, di nuove prospettive. Il termine contemporaneo, infatti, credo sia diventato talmente di uso comune da perdere ogni sua specifica identità. Tutto è, in realtà, perennemente contemporaneo in questa società così sfumata e liquida, al punto tale da confondere i punti di riferimento estetici e semantici. Di recente mi è stato proposto di recensire un album di chitarra classica, una musica tra le più zuccherose e bubblegum che avessi mai ascolto, anche se ho cercato di motivare il mio rifiuto indicando come il mio blog si occupasse solo di musica contemporanea, avanguardia e sperimentale per chitarra, il mio interlocutore, saltando a pie pari questi ultime due definizioni, si è detto stupito del mio rifiuto in quanto quella che lui suonava era musica contemporanea, in quanto composta proprio quest’anno. Una discussione quasi surreale. Il signore in questione è diplomato al Conservatorio.

Così proporrei di definire queste musiche, contenute nel cd “Imaginary Landscape, opera del flautista Andrea Biagini e del chitarrista Luigi Sini, come musiche di ricerca in quanto sì espressione di una nostra contestuale contemporaneità, il brano più ‘antico’ Esquisse En Noir’ di Ivan Vandor risale al 1990, mentre gli altri sono stati composti tra il 2009 e il 2020, ma soprattutto in quanto espressione di una spirito di ricerca, evoluzione, definizione di nuovi confini, di esplorazione di nuove possibilità e suoni.

Un desiderio di ‘nuovo’, che sembra essersi affievolito negli ultimi anni, in ogni ambito musicale, a favore di una depauperante restaurazione musicale. I miei complimenti ai due interpreti che hanno saputo richiamare questo desiderio di innovazione, creando un nuovo repertorio con brani composti per chitarra classica e flauto, da parte di Ada Gentile, Fabrizio De Rossi Re, Ivan Vandor, Lucio Gregoretti, Luis De Pablo e Marcello Panni.

Il duo chitarra classica è tra i più noti e meglio esplorati nell’ambito della musica, i due strumenti si bilanciano bene tra loro, sia in termini di volume che di tono, lasciando ai compositori la possibilità di creare nuove combinazioni su temi come l’estroversione, i segni zodiacali, la poesia spagnola, la notte consolatrice, navi in ferroso disfacimento…

Non credo sia a caso che “Imaginary Landscape” citi implicitamente John Cage, la componente più esplorata e ricercata, qui, è il suono. I due strumenti sono spinti al limite delle loro possibilità, così come lo sono le rispettive abilità dei due interpreti.

“Imaginary Landscape” è uno di quei album che fa bene alla musica di ricerca, da sempre alla ricerca di non solo nuovi compositori e di idee, ma soprattutto di nuovi interpreti che ne vogliano cogliere le sfide ingegneristiche e creative.


Working…
Done! Thank you!