La “Just” chitarra microtonale di John Schneider su #neuguitars #blog #JohnSchneider

La “Just” chitarra microtonale di John Schneider su #neuguitars #blog #JohnSchneider

John Schneider è un chitarrista, compositore, musicologo e divulgatore statunitense. Californiano per la precisione. Per qualche simpatico gioco di simmetria del destino, io abito a Venezia e lui a Venice. Scheneider è un vero e proprio specialista, un esperto per quanto riguarda la musica per chitarra contemporanea. Non solo è l’autore di un libro assolutamente fondamentale sull’argomento, come “The Contemporay Guitar”, uscito nel 1985 e finalmente ristampato nel 2015, ma è anche stato il presidente della Guitar Foundation of America, realizzando inoltre pregevoli incisioni discografiche, sempre realizzate suonando chitarre preparate e intonate secondo la Just Intonation. Vi invito a visitare il suo sito internet, e a approfondire il suo brillante curriculum:

John Schneider: Microtonal Guitarist

Vi invito anche a visitare il sito della sua casa discografica indipendente, la MicroFest Records:

MicroFest Records

Schneider è uno dei maggiori interpreti delle musiche di compositori contemporanei, tutti di origine californiana, tutti grandi sperimentatori e devoti alla Just Intonation: Lou Harrison, LaMonte Young, Harry Partch e John Cage. La Just Intonation è un sistema di accordatura che imposta gli intervalli musicali su frazioni di numeri interi (in altre parole, su serie armoniche): rispetto a un sistema di intervalli fisso, in cui appunto gli intervalli sono equidistanti tra loro, il risultato sono suoni e rapporti tra i suoni più sfumati, che rendono le composizioni ricche di gamme sonore inusuali rispetto alla accordatura convenzionale. Negli ho collezionato i suoi album con molto piacere e interesse, questo mi ha permesso non solo di ascoltare nuove musiche, ma anche di ascoltare in modo nuovo e di apprezzare un diverso approccio alla chitarra. Ho selezionato tre album, tutti con intitolati “Just”, sono: ‘Just West Coast’ (1993), ‘Just Guitars’ (2003) e ‘Just National Guitar’ (2018). Sono tre album davvero notevoli.

Cominciamo con il primo ‘Just West Coast’, realizzato nel 1993 per la casa discografica indipendente Bridge Records, creata e gestita da David Starobin e sua moglie Becky.

Tutti i brani, tranne “In a Landscape” di John Cage, sono pensati e eseguiti per chitarra preparata e accordata in Just Intonation e arpa.

Si tratta di un disco veramente interessante. E’ abbastanza insolito trovare un duo di chitarra e arpa e devo dire che John Schneider e Amy Shulman sono davvero notevoli, l’affiatamento è eccellente.

Eseguono musiche di John Cage, Lou Harrison, Lamonte Young e Harry Partch. I maverick americani, autori di una nuova fase di sperimentalismo e distacco dalla tradizione europea, portatori di una nuova corrente innovativa.

Dieci anni dopo, Schneider ritorna su questi compositori, allargando la rosa a Carter Scholtz e Terry Riley.

Questa volta è in solo, con le sue chitarre appositamente accordate, e l’album, sempre prodotto dalla Bridge Records, si intitola “Just Guitars”.

L’album è un vero capolavoro, e ve lo consiglio. Schneider appartiene a quella categoria particolare di eleganti virtuosi, che non fa assolutamente sentire la sua bravura. Tutto sembra semplice, scorrevole.

La complessità, nelle esecuzioni di Schneider, non è gravata da pensieri e forme inutili. Una forma che gli è congeniale e che non raggiunge mai momenti di freddezza cerebrale.

Lo dimostra ancora dopo qualche anno, nel 2018, con il nuovo cd “Just National Guitar”, questa volta prodotto dalla nuova casa indipendente Microfest Records, gestita dallo stesso Schneider. Una etichetta eccellente, con un catalogo fantastico che vi invito a esplorare, ma con il terribile difetto di non avere una distribuzione in Europa. Peccato, perché “Just National Guitar” è un altro capolavoro che meriterebbe una migliore esposizione.

Il suo repertorio qui si allarga anche alle ‘Rational Melodies’ di Tom Johnson e al compositore Peter Yates. Peter Yates è un chitarrista, compositore, educatore e artista multimediale. Il suo lavoro come chitarrista e musicista da camera comprende collaborazioni e concerti con l’Elgart/Yates Guitar Duo, con il duo voce/chitarra GuitAria e il trio ensembleFRET. Tom Johnson è un mito. Autore del libro ‘The Voice of New Music’Johnson si considera un compositore minimalista, ed è stato il primo ad applicare questo termine alla musica nel suo articolo “The Slow-Motion Minimal Approach”, scritto per The Village Voice nel 1972. Il suo minimalismo è di tipo formalista, basato principalmente su sequenze logiche , come in 21 Rational Melodies (1982), dove esplora procedure come l’accumulazione, il conteggio e l’isoritmo. Ritroviamo anche Lou Harrison, Terry Riley e Carter Scholz, compositore, scrittore, interprete, autore di fantascienza, programmatore di musica per computer, grafico e font designer, editore, autore poliedrico, che abbiamo già incontrato nel precedente album. Schneider è un interprete discreto, a servizio dei compositori, sempre attento a non superare determinati limiti. Le chitarre hanno la voce autorevole di conosce bene la materia, i compositori e suona senza il bisogno di dimostrare alcun che. Schneider è anche compositore, con molta discrezione ha inserito due suoi brani, “Tombo for Lou” e “Lament”, nei suoi album, che meriterebbero più considerazione. Il suo lavoro pionieristico l’ha portato a esplorare un repertorio poco noto e eseguito in Europa, la sua attenzione verso la Just Intonation ha aperto nuovi percorsi creativi in grado sia di rinnovare lo strumento che generare nuove musiche e idee. Ascoltatelo con attenzione.


Working…
Done! Thank you!