La collezione, il diario per chitarra di José María Sánchez-Verdú,”Music for Guitar Ochra” di Giuseppe Mennuti, Contrastes Records, 2022 su #neuguitars #blog #GiuseppeMennuti

La collezione,il diario per chitarra di José María Sánchez-Verdú,”Music for Guitar Ochra” di Giuseppe Mennuti, Contrastes Records, 2022 su #neuguitars #blog #GiuseppeMennuti

sanchez-verdu.com |

Giuseppe Mennuti – Guitarist

Ochra | cataloguecontrastes (contrastesrecords.com)

E’ giunto il momento di far conoscenza con il mondo musicale del compositore José María Sánchez-Verdú e del suo interprete, Giuseppe Mennuti, che ci mostrano un nuovo ramo evolutivo della musica di ricerca per chitarra.

José María Sánchez-Verdú (nato nel 1968 ad Algeciras) è un compositore spagnolo. Si è laureato in Direzione d’Orchestra, Musicologia e Composizione al Conservatorio Reale di Madrid e in Giurisprudenza presso l’Universidad Complutense. Ha studiato composizione nel 1992 con Franco Donatoni a Siena. Ha terminato i suoi studi post-laurea con Hans Zender alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Francoforte dal 1996 al 1999. Dall’ottobre 2001 è docente di Composizione alla Robert-Schumann Musikhochschule di Düsseldorf e dal 2008 anche al Conservatorio Superior de Música de Aragon (Zaragoza).

Giuseppe Mennuti è  un chitarrista classico ed elettrico italiano. Comincia lo studio della chitarra classica all’età di 11 anni con Davide Cervellino, continuando con Michele Greci e Gianvito Pulzone, presso il Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza, terminando nel 2014 con il massimo dei voti e la lode. Durante lo stesso anno, insegna presso l’“Istituto Musicale Mario Bruno” a Lavello (PZ), e viene selezionato dall’Associazione “Musicare” di Nuoro, per partecipare alla “Rassegna di Giovani Artisti”. L’anno successivo intraprende i suoi studi con Francisco Bernier presso il Conservatorio “Manuel Castillo” di Siviglia, concludendo nel 2019 con il massimo dei voti, lode e Premio Fin de Carrera. Si esibisce in numerosi concerti in Italia, Germania, Spagna, Svizzera e Francia, in differenti festival e sale da concerto (Capilla Gotica del Alcazar, Iglesia de San José, Museo delle Belle arti, Sala Turina, Juventudes musicales, a Siviglia, Fundaciónes Cajasoles di Cordoba e Huelva, Chiesa Luterana di Ginevra, Sala Casella di Roma, La Muse en Circuit di Altfortville).

“Ochra” è un album complesso, una collezione musicale che si svolge come un diario di sentimenti, di emozioni, di stati d’animo. O forse diario di quell’oscura smania, che anima l’animo creativo umano, che lo spinge tanto a mettere assieme a una collezione, quanto a tenere un diario, cioè il bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti musicali salvati dalla dispersione del tempo, o in una serie di righe di pentagramma, cristallizzate fuori dal flusso dei pensieri. Il fascino di una collezione musicale, di un repertorio, sta in quel tanto che nasconde della spinta segreta che l’ha portato a crearla. L’oggetto sonoro, attraverso cui si muove la ricerca di Sánchez-Verdú, è stato disintegrato e ricomposto in un mutevole reticolato al quale appendere nuove idee, o attraverso il quale possono intrecciarsi tra loro. La musica per chitarra di questo compositore, più che essere imposta come un modello familiare a cui appoggiarsi in un mondo poco riconoscibile, viene usata per dare senso a circostanze in evoluzione. Parte di questa musica si muove in frammenti, a loro volta ricombinati in strutture concrete. Sánchez-Verdú sembra aver superato una visione dell’arte, della musica, come ‘mimesis’. Anziché il mondo come oggetto rappresentabile dall’arte e l’arte come rappresentazione del mondo, la musica di Sánchez-Verdú sembra ricordarci come tutto ciò che l’uomo fa possa essere visto come rappresentazione, come figurazione, come concezione musicale. La sua musica per chitarra è riflessione sulle forme, ipotesi di formalizzazione musicale di un mondo virtuale e continua riflessione sulla chitarra come oggetto sonoro. Una critica attenta del modo in cui siamo coinvolti nel triplo ruolo di espositori, di esposti e di pubblico. Un segno di attenzione per l’interprete, Giuseppe Mennuti. Per Mennuti sembrano esistere solo la sua chitarra e lo spazio attorno. Se la musica è diventata liquida, Mennuti è la persona giusta per gestire un’ibridazione di ibridi, per aggiungere ulteriore senso al paesaggio sonoro, a un luogo mentale in cui si muove la musica e l’ascoltatore può vagare e meditare.

TRES CAPRICHOS (2003 – 2005) *

1. El sueño de la razón produce monstruos

2. El amor y la muerte

3. Volaverunt

4. CUADERNO DE FRIEDENAU (1998)

5. NADA (2007) *

for guitar and cello

6. YAD (2018) *

Étude for e-guitar

OCHRA (2020 – 2021) *

7. Sil

8. Terra di Siena

9. Miltos

10. Umbra

11. KITAB 1 (1996) *

Giuseppe Mennuti, classical & electric guitar

Giorgio Lucchini, cello

* World premiere recording


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